Economia e trading

Tutela dei risparmiatori: il ruolo chiave della direttiva MIFID

MIFID

L’educazione finanziaria è, da sempre, un tallone d’Achille dei paesi latini. Ed anche l’Italia, in tal senso, non fa eccezione. A differenza dei paesi anglosassoni, ad esempio, non viene fornita alcuna nozione agli studenti in tenera età, quando la mente è più pronta ad apprendere e far proprie nuove nozioni. La maggior parte degli abitanti dei paesi latini, secondo una recente analisi, non conosce la differenza fra azioni ed obbligazioni. E demandano, in toto, le scelte al proprio consulente o alla banca presso la quale sono clienti.

Questo, purtroppo, ha favorito l’insorgere di alcune bolle o frodi finanziarie: non è stato casuale, infatti, che molti istituti di credito, nel mondo, abbiano fatto pagare ai propri clienti alcune loro azzardate scelte finanziarie, riversandone i salatissimi costi.

Per favorire una maggior tutela dei risparmiatori, l’Unione Europea, nell’ormai lontano 2008, ha legiferato una normativa dal nome MIFID, recentemente implementata, ed aggiornata, dalla cosiddetta “MIFID II”. Una direttiva che, negli ultimi anni, sta dando qualche risultato positivo. Ed ha costretto gli istituti di credito a sottostare a vincoli più stringenti nella proposizione ai propri clienti degli strumenti finanziari.

Il fulcro cardine della MIFID II è la compilazione di un questionario standard, composto da più di trenta domande alla quali è chiamato a rispondere il cliente, volta a capire quali siano le aspettative di rendimento del risparmiatore e il grado di rischio che è disposto a tollerare, oltre alla situazione economica e famigliare.

E’ fondamentale, di conseguenza, che il cliente risponda in modo veritiero, per fornire al consulente, supportato nella scelta da sofisticati strumenti telematici,  tutti gli elementi necessari atti ad individuare quali siano gli strumenti finanziari più consoni allo stesso.

Tenendo presente che in una fase come quella attuale, contraddistinta del perdurare di politiche economiche accomodanti che spingono i tassi ufficiali sotto la soglia dello 0%, ottenere rendimenti appetibili senza l’assunzione di alcun rischio, è, di fatto, impossibile.

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